Atleta e Apprendimento
Conoscenza e Competenza
L’atleta è una persona che pratica sport, e deve diventare il protagonista del suo apprendimento.
L’apprendimento è un processo di incorporazione e trasformazione delle novità da parte della persona che apprende, che Jonassen (2000) definisce come una pratica intenzionale, premeditata, attiva, cosciente e costruttiva che comprende l’attività reciproca di azione e riflessione.
Può sembrare banale dichiarare che la ragione per cui facciamo le cose è il motore dell’apprendere, ma è assolutamente indispensabile che l’atleta, soprattutto nei contesti sportivi, sappia perché lo fa e ne trovi una ragione.
L’apprendimento, infatti, è uno degli obiettivi principali nella vita e nello sport, e, dal punto di vista comportamentale, è il processo attraverso il quale vengono acquisiti nuovi comportamenti, conoscenze o abilità.
Secondo la prospettiva neuroscientifica, l’apprendimento deve essere concepito come un processo dinamico in cui il cervello lavora costantemente, analizza, associa e sviluppa nuove connessioni sinaptiche e rafforza quelle già presenti (Bueno i Torrents, 2019).
L’atleta deve imparare in modo significativo, autonomo e responsabile a collaborare, ad affrontare e risolvere problemi insieme, a mettere in gioco le risorse di cui dispone.
La quantità di conoscenze di base accumulate in pratiche specifiche nel corso della vita consente all’atleta di utilizzare strategie che consentono l’anticipazione degli eventi, che, a loro volta, consentono all’atleta di rispondere al compito in tempi specifici, mentre mantiene altre risposte a possibili cambiamenti nel contesto.
La conoscenza di base consente anche una relazione efficiente tra memoria di lavoro e memoria a lungo termine, che minimizza la possibilità di errore e massimizza l’utilità delle risposte.
Sebastiani e Blázquez (2012) sostengono che l’atleta deve possedere una serie di conoscenze che lo renderanno competente.
La competenza si riferisce alla conoscenza complessa risultante dal modo in cui si articolano conoscenze, abilità, valori e attitudini, per affrontare e risolvere efficacemente situazioni che mantengono un filo conduttore, in termini di loro natura, e che hanno carattere pratico (Ruiz Omeñaca, 2017).
Per acquisire competenze, secondo l’autore, l’atleta ha la necessità di orientare la propria azione, la riflessione, la funzionalità e l’autenticità.
Azione
le competenze fanno riferimento alla pratica e si acquisiscono attraverso la pratica, quindi il percorso verso di esse richiede inevitabilmente la partecipazione attiva di ogni atleta che, in questo modo, diventa un autentico agente del proprio processo di apprendimento.
Riflessione
affinché la pratica non diventi mero attivismo, è necessario alimentarla attraverso la riflessione. L’atleta ha bisogno di imparare a riflettere sulla propria azione, sul motivo della sua scelta, in relazione a ciò che consente di funzionare con competenza in ciascun contesto, sugli elementi che convergono in un’azione di successo e sugli aspetti che possono essere migliorati. È il ciclo azione-riflessione-azione che permette di costruire e ricostruire apprendimenti e diventare progressivamente più competenti in ambienti diversi.
Funzionalità
i nuovi apprendimenti che contribuiscono al progresso di ciascuno atleta verso l’acquisizione di competenze devono essere collegate alle esperienze e agli apprendimenti precedenti. È importante approfondire ciò che l’atleta sa e sa fare per offrire contesti di apprendimento che gli consentano di avanzare collegando nuovi apprendimenti con l’apprendimento precedente.
Autenticità
una chiave particolarmente rilevante in relazione all’acquisizione delle competenze ha a che fare con la natura autentica delle situazioni di apprendimento, il che implica che este devono fare riferimento a pratiche reali, tipiche dello scenario esperienziale degli atleti.
In conclusione, un adeguato sviluppo psicologico aumenterà il raggiungimento degli obiettivi e la soddisfazione nello sport, e faciliterà il processo di apprendimento attraverso la pratica sportiva (Menozzi, 2025).
Se l’atleta ha il dovere di impiegare tutte le proprie risorse per migliorare la propria prestazione sportiva, gli allenatori, i responsabili e la società ha il dovere di conoscere le potenzialità della psicologia sportiva, e utilizzare, quindi, strategie e strumenti per allenare e preparare le abilità psicologiche.
Bibliografia
Bueno i Torrens, D. (2019). Neurociencia para educadores. Barcelona: Editorial Octaedro.
Jonassen D.H. (2000). Theoretical Foundations of Learning Environments. Manwah: Lawrence Erlbaum Associates Inc.
Menozzi, A. (2025). Neuroscienze in campo: dal cervello dell’atleta adolescente al modello di allenamento. Amazon Publishing.
Ruiz Omeñaca, J.V. (2015). NeuroEF. La revolución de la Educación Física desde la Neurociencia. Barcelona: Editorial INDE.
Sebastiani, E., Blázquez, D. (2012). ¿Cómo formar un buen deportista?: un modelo basado en las competencias. Madrid: Editorial Inde.
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