CREARE ESERCITAZIONI CON CARICO PSICOLOGICO
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principi applicativi
L’allenatore è visto come un architetto del contesto in quanto può controllare alcuni elementi, ma non tutti, che gli atleti percepiscono nell’ambiente: percezioni diverse portano ad azioni imprevedibili, e la differenza risiede nel come il giocatore interpreta il contesto, determinato da spazio, tempo, avversari, movimento dei compagni, stato di fatica mentale e fisica, terreno di gioco, condizioni climatiche, tra le tante.
Sebbene ci saranno sempre condizioni di gioco su cui l’allenatore non ha alcun controllo, buona parte di ciò che l’atleta percepisce nel contesto può essere manipolato dai vincoli.
Renshaw, Davids, Newcombe e Roberts (2019) presentano quattro principi ritenuti elementi cruciali nella strutturazione del modello di allenamento:
Rappresentatività
quanto è realistica la pratica in allenamento rispetto all’ambiente competitivo? La fedeltà all’azione quantifica il grado di associazione tra comportamento in allenamento con comportamento nel contesto competitivo della gara.
Affondance:
ricercare le possibilità d’azione grazie alle informazioni rilevanti, quali il movimento dei compagni o degli avversari: movimento genera le informazioni che creano nuovi movimenti.
Intenzionalità:
lo scopo dell’allenamento agisce come un vincolo generale del comportamento, consente la riduzione della complessità del gioco e connette percezione, azione e processi cognitivi.
Ripetizione senza ripetizione:
si riferisce alla quantità e alla qualità delle diverse soluzioni possibili da creare nell’ambiente di gioco.
L’esercitazione è definita come la struttura elementare del processo di apprendimento che contiene le intenzioni operative dell’allenatore per facilitare la relazione Giocatore-Contesto (Espar e Girona, 2004).
È, quindi, una situazione di simulazione della competizione che consente di stimolare selettivamente alcune componenti della pratica, aumentandone il grado di richiesta (sovrastimolazione) o riducendolo (semplificazione).
Gli atleti imparano quando sono loro a fare le cose: questa è la vera possibilità che hanno gli allenatori per raggiungere il giocatore e aiutarlo a modificare il suo comportamento e a ottimizzare i suoi schemi motori, cognitivi, emotivi e condizionali (Seiru-lo e Lago Peñas, 2021).
Nel calcio vince non chi è più veloce, salta più in alto o corre di più, ma chi sostanzialmente ha la capacità di riconoscere in ogni momento le varianti strutturali del gioco e di anticipare lo sviluppo di quegli eventi (Castelo, 2009).
La specificità nell’allenamento di gioco deve essere importante se lo staff tecnico vuole preparare il giocatore alla sfida della competizione.
Lo staff tecnico, attraverso l’utilizzo delle esercitazioni, ha la possibilità di promuovere comportamenti specifici che saranno richiesti nel gioco, senza perdere tempo con situazioni decontestualizzate: l’obiettivo è incentivare l’apprendimento dell’atleta adolescente in funzione del gioco, con conseguente acquisizione di abilità che permettano al giocatore di risolvere da solo le situazioni di gioco.
È essenziale evidenziare che la progettazione influenza la fase preliminare dell’esercitazione, fino alla sua spiegazione: in quel momento le possibilità di agire sul compito ricadranno sui giocatori, che sono quelli che vi partecipano attivamente.
A sua volta, la progettazione dell’esercitazione varierà a seconda dell’obiettivo che si intende raggiungere con esso, poiché questo sarà lo strumento per raggiungere l’obiettivo.
Inoltre, durante la creazione di una sessione di allenamento, l’attività può essere modificata in base alle esigenze di apprendimento e alle necessità psicologiche dei giocatori.
La modulazione o alterazione di alcuni elementi del gioco è un criterio pedagogico su cui lo staff tecnico deve basarsi per costruire il grado di complessità dell’esercitazione, e consentire la stimolazione o l’inibizione di determinati comportamenti di gioco.
Nella creazione di esercitazioni, quindi, ci sono elementi chiave che modificheranno ciò che accade all’interno dell’attività.
Questi elementi possono essere differenziati in 4 gruppi, adattati dal processo di allenamento presentato al master in metodologia del AC Footbal Center (Rodríguez, 2023), tra i quali si parla di giocatori, tempo, spazio e regole.
Bibliografia
Castelo, J. (2009). Tratado general de futbol. Guia pratica de ejercicios de entrenamiento. Barcelona: Editorial Paidotribo.
Espar, X., Girona, T. (2004). Elementos para el diseño de tareas del entrenamiento en los deportes de equipo. Barcelona: Mastercede.
Renshaw, I., Davids, K., Newcombe, D. e Roberts, W. (2019). The constraint lead approach: principles for sport coaching and practice desing. London: Taylor & Francis LTD.
Rodríguez, U. (2023). Aplicación del método. Clase del curso “Metodología del entrenamiento”. Bilbao: Athletic Club Football Center.
Seiru-lo, F., Lago Peñas, C. (2021). La dirección del entrenamiento y del partido en el fútbol y los deportes de equipo. Amazon Publishing.
giocatori spazio tempo regole
La creazione delle esercitazioni è una delle forme di scambio pedagogico che l’allenatore può realizzare per ottimizzare la prestazione dei giocatori. Per raggiungere tale obiettivo lo staff tecnico è chiamato a progettare contesti di gioco in cui l’essenziale è che l’atleta esplori le diverse possibilità di azione che possono emergere come risultato dell’interazione tra il contesto e le sue abilità. In questo modo l’atleta sviluppa un’attenzione alla dinamica del gioco al di sopra delle regole che vincolano l’esercitazione o delle istruzioni dello staff tecnico (Pons, Martin, Guitart, Guerrero, Tarragó, Seirul-lo e Cos, 2020).
Tra le principali variabili da modulare nella creazione di esercitazioni è necessario considerare la quantità dei giocatori, l’occupazione dello spazio, il fattore tempo e l’utilizzo di regole. Di seguito vengono proposte, nel dettaglio, una serie di elementi utili per creare esercitazioni con carico psicologico.
Giocatori
La competizione inizia con uguaglianza numerica, anche se la continua variabilità posizionale può generare situazioni di superiorità e inferiorità numeriche in diverse porzioni di campo che il giocatore deve saper riconoscere e gestire. A seconda del numero di giocatori che partecipano all’attività, saranno facilitati comportamenti diversi.
È fondamentale aggiungere che il numero dei giocatori sarà completamente unito allo spazio per raggiungere un obiettivo, che può essere ampio o ridotto come rapporto di interazione individuale.
Il gioco genera processi interattivi complessi, poiché non sono solo motori o cognitivo, ma coinvolgono anche la sfera socio-affettiva.
L’atleta si muove e interviene individualmente per interagire con i compagni (Seiru-lo e Lago Peñas, 2021).
Spazio
L’adattamento dello spazio al livello di competenza dei giocatori è qualcosa di cui lo staff tecnico deve tenere conto, sapendo coniugare la struttura cognitiva (processo decisionale e fatica mentale) con il carico condizionale del compito. stabilire spazi eccessivamente ampi possono sovraccaricare il calciatore dal punto di vista fisico e, quindi, lasciare in secondo piano ciò che è veramente interessante e ciò si vuole far emergere dall’esercitazione.
Rivilla (2019) sottolinea che l’ampliamento degli spazi permette un aumento del tempo a disposizione dei giocatori per prendere decisioni, elemento che può essere correlato ad un miglioramento nell’esecuzione dei comportamenti tecnico-tattici (più tempo per decidere, più tempo per eseguire).
Stabilire spazi eccessivamente ampi, però, può sovraccaricare il calciatore dal punto di vista fisico e, quindi, lasciare in secondo piano l’obiettivo e ciò si vuole far emergere dall’esercitazione. Come sottolineato da Seiru-lo e Lago Peñas (2021), ampliare lo spazio:
- Facilita la fluidità del gioco.
- Diminuisce la densità del giocatore/spazio.
- Stimola l’emergere di interazioni tra i calciatori.
- Da al giocatore più tempo per controllare e condurre il pallone.
- Diminuisce l’intensità fisica.
- Diminuisce le situazioni 1vs1.
La riduzione degli spazi, invece, contribuisce a generare una maggiore densità di gioco, aumenta la velocità percettiva e quella di azione, condizioni necessarie per competere ad alto livello.
Tempo
Rivilla (2019) sottolinea che, insieme allo spazio, il tempo è la variabile più determinante nel calcio, differenziando tra adattamenti temporanei individuali o collettivi.
Gli adattamenti temporanei individuali si riferiscono al possessore della palla, dove un’accelerazione del ritmo di gioco porterà con sé un tempo di decisione-esecuzione più breve, spesso in combinazione la poca disponibilità di spazio o a causa della presenza di molti giocatori.
Gli adattamenti temporanei collettivi si basano sul ritmo di gioco collettivo e sulla necessità di accelerare o rallentare a seconda degli obiettivi prefissati o delle esigenze contestuali.
La variabile tempo, quindi, aumenta l’intensità di gioco, velocizza il precesso percezione-azione, con conseguente aumento della richiesta tecnico-tattica del giocatore.
Regole
Rivilla (2019) sostiene che l’utilizzo delle regole è un elemento fondamentale per incentivare un comportamento e per ricreare situazioni di gioco che potrebbero avvenire nella gara. L’introduzione di regole, come ridurre il numero di contatti con la palla, promuove una maggiore velocità nel movimento della palla, anche se è estremamente importante relazionarla all’obiettivo del gioco. Un’altra variabile da considerare all’interno di questo rapporto normativo fa riferimento allo sviluppo emotivo del giocatore.
Ad esempio, partendo da un risultato sfavorevole (a cui si potrebbe aggiungere una limitazione di tempo), i giocatori sarebbero costretti ad attaccare per modificare quel risultato iniziale sfavorevole, che è una situazione che molto probabilmente incontreranno nel corso della stagione.Anche l’esempio opposto, come trovarsi in una posizione di vantaggio e dover mantenere il risultato fino alla fine dell’esercitazione, è una modifica strutturale che orienta l’adattamento emotivo dei giocatori.
Bibliografia
Pons, E., Martín-Garcia, A., Guitart, M., Guerrero, I., Tarragó, J.R., Seirul·lo, F., Cos, F. (2020). Training in Team Sports: Optimising Training at FCB. Apunts. Educación Física y Deportes, 142.
Rivilla Arias, I. (2019). 30 hábitos para ser un entrenador de futbol más efectivo. Amazon Publishing.
Seiru-lo, F., Lago Peñas, C. (2021). La dirección del entrenamiento y del partido en el fútbol y los deportes de equipo. Amazon Publishing.
Abilità psicologiche
Ingredienti neurocognitivi
Decisione ed emozione
Metodo di allenamento
Vantaggi
Come ti aiutiamo?
allenamento
Modello di intervento
Il migliore allenamento è quello che riesce a riprodurre fedelmente una situazione nella quale il giocatore riesce a ottimizzare certi meccanismi, da lui accettati e riconosciuti importanti per aiutarlo a risolvere quella situazione proposta
L’allenamento delle abilità psicologiche è fortemente associato al concetto di specificità e alla trasferibilità allenamento-competizione.
Quindi, nei contenuti quotidiani di allenamento, se vogliamo aumentare il grado d’efficacia nella competizione, dovremo inserire proposte rivolte a fortificare i meccanismi psicologici.
preparazione psicologica
Uno degli aspetti centrali della formazione dell’atleta è, indubbiamente, la preparazione psicologica, che per Martens (1991) è un allenamento delle abilità psicologiche con l’obiettivo di aiutare l’atleta a migliorare le sue capacità di rendimento, utilizzabili e generalizzabili nella vita quotidiana.
La preparazione psicologica, quindi, può essere definita come un processo di potenziamento delle abilità psicologiche del giocatore necessarie alla prestazione, ma orientato anche allo sviluppo delle risorse personali e diviene quindi parte costitutiva della preparazione globale dell’atleta, un elemento che interagisce con la preparazione tecnica, tattica e fisica e che, insieme, costituisce l’allenamento.
Partendo dalla considerazione che il rendimento sportivo è multifattoriale, determinato da fattori controllabili (aspetti tecnici, tattici, atletici e psicologici) e da fattori incontrollabili (direttore di gara e gli avversari), il lavoro di preparazione psicologica consiste nel formare l’atleta a ottimizzare il rendimento rispetto a ciò che può, in larga misura, dipendere dalla sua prestazione e insegnarli a fronteggiare i fattori esterni sui quali non è possibile esercitare un controllo diretto.
la metodologia di allenamento
L’allenamento delle abilità psicologiche è, infatti, un sistema di allenamento specifico e, come ogni programma di allenamento, presenta una metodologia con obiettivi che deve essere integrata all’interno della programmazione e che permette di individuare i contenuti, i tempi e le modalità di intervento necessarie allo sviluppo dei fattori cognitivi ed emotivi.
La metodologia di allenamento delle abilità psicologiche è quindi organizzata da:
- Selezione delle abilità psicologiche: individuare COSA sia necessario allenare per migliorare il rendimento degli atleti.
- Creazione di esercitazioni d’allenamento: individuare COME allenare, in campo e nello spogliatoio, le abilità mentali per ottimizzare il rendimento del giocatore.
- Pianificazione: individuare QUANDO sia preferibile intervenire, durante la stagione, per ottimizzare i carichi dell’allenamento mentale.
In conclusione
Staff tecnico e giocatori creano, quindi, un sistema di apprendimento nel quale l’allenatore gestisce le attività della seduta, si adatta alle risposte dei giocatori e organizza il lavoro proponendo esercitazioni con vincoli che stimolino il giocatore a risolvere la complessità del gioco.
La sfida attuale della psicologia sportiva consiste nel ragionare in una prospettiva sistemica sulla complessità della relazione giocatore-ambiente-richieste del compito, per poter costruire strumenti d’intervento utili all’allenamento e alla competizione.
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Andrea Menozzi
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