la fatica mentale
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principi neuroscientifici
La fatica mentale è stata definita come uno stato psicobiologico derivante dalle richieste cognitive (ad esempio, processo decisionale o attenzione) ed emotive (ad esempio, ansia o stress) che si prolungano nel tempo.
La fatica mentale presenta sintomi o conseguenze comportamentali e fisiologiche tra gli atleti (Van Cutsem e Marcora., 2021) che è bene riconoscere per poter allenare.
Abilità psicologiche
Ingredienti neurocognitivi
Decisione ed emozione
Metodo di allenamento
lucidità mentale
Per esempio, nel calcio, dove imprevedibilità e rapidità decisionale sono la norma, l’impatto della fatica mentale può essere significativo: non si tratta solo di perdere la concentrazione, ma di come questa ridotta lucidità mentale possa tradursi in tangibili deficit di prestazione sul campo.
La fatica mentale porta a un esaurimento delle risorse cognitive, in particolare quelle coinvolte nell’attenzione e nelle funzioni esecutive, e ciò rende più difficile per gli atleti mantenere la concentrazione, prendere decisioni rapide ed eseguire compiti motori complessi in modo efficiente.
Inoltre, Meeusen e coll. (2020) hanno analizzato il ruolo della corteccia cingolata anteriore, una regione cerebrale coinvolta nel monitoraggio dello sforzo e nel controllo esecutivo.
Gli autori hanno dimostrato che la fatica mentale può ridurre i livelli di dopamina nella corteccia cingolata anteriore, portando potenzialmente a un aumento dello sforzo percepito e a una riduzione del monitoraggio del movimento.
legame tra stress cognitivo e prestazioni motorie
Questo impatto neurologico evidenzia l’intricato legame tra stress cognitivo e prestazioni motorie, e orienta gli allenatori nel personalizzare i loro processi di allenamento e recupero per gestire al meglio il carico cognitivo, garantendo il mantenimento dell’acutezza mentale durante la competizione.
Appare quindi evidente che il calcio debba essere compreso in una prospettiva sistemica, ed è anche necessario evidenziare l’esistenza di processi psicosociali che influenzano il carico psicologico e la fatica mentale (Menozzi, 2025).
Ultimamente, molti allenatori stanno capendo l’importanza di pianificare e modulare il carico psicologico durante l’allenamento.
Nello specifico, il processo di modulazione consiste nell’aumentare o diminuire il carico psicologico e la fatica mentale dei calciatori sviluppando in allenamento situazioni che richiedano agli atleti di adattarsi ai cambiamenti contestuali e incentivare la capacità di mantenere la prestazione anche in presenza di fatica mentale (Marcora e coll., 2015).
Attualmente il gruppo di ricerca spagnolo ACAFYDE dell’Università di Extremadura (capitanato da Tomas García Calvo) sta elaborando un’applicazione denominata MINDS, per individuare indicatori di fatica mentale all’interno dell’attività sportiva.
A conferma di quanto illustrato, Conde-González (2011) ha dimostrato che il carico psicologico (nelle sue dimensioni cognitive ed emotive) influenza l’RPE e alcuni parametri fisiologici (VO2 max) che sono fondamentali per l’insorgenza e l’accumulo della fatica mentale.
Questo porta a considerare, come applicazione pratica generale, la necessità di integrare il carico psicologico nella pianificazione dell’allenamento per evitare gravi squilibri.
Il carico psicologico, infatti, può anche influenzare i processi di recupero dopo l’allenamento o la gara, ma raramente vengono adottate misure per il recupero mentale ed emotivo.
In conclusione, l’intricata relazione tra fatica mentale e prestazioni motorie specifiche è un’area di interesse cruciale nell’ambito degli sport di squadra.
Questa analisi approfondita illustra come la fatica mentale non solo influenzi la resistenza fisica e le capacità tecniche di un atleta, ma anche il suo stato mentale e psicofisiologico, e di conseguenza la sua prestazione complessiva.
Riconoscere e affrontare la fatica mentale è fondamentale per atleti e allenatori, perché ciò permette di integrare strategie che la controllino e impostare protocolli di recupero personalizzati.
Vantaggi
Come ti aiutiamo?
allenamento
Modello di intervento
Il migliore allenamento è quello che riesce a riprodurre fedelmente una situazione nella quale il giocatore riesce a ottimizzare certi meccanismi, da lui accettati e riconosciuti importanti per aiutarlo a risolvere quella situazione proposta
L’allenamento delle abilità psicologiche è fortemente associato al concetto di specificità e alla trasferibilità allenamento-competizione.
Quindi, nei contenuti quotidiani di allenamento, se vogliamo aumentare il grado d’efficacia nella competizione, dovremo inserire proposte rivolte a fortificare i meccanismi psicologici.
preparazione psicologica
Uno degli aspetti centrali della formazione dell’atleta è, indubbiamente, la preparazione psicologica, che per Martens (1991) è un allenamento delle abilità psicologiche con l’obiettivo di aiutare l’atleta a migliorare le sue capacità di rendimento, utilizzabili e generalizzabili nella vita quotidiana.
La preparazione psicologica, quindi, può essere definita come un processo di potenziamento delle abilità psicologiche del giocatore necessarie alla prestazione, ma orientato anche allo sviluppo delle risorse personali e diviene quindi parte costitutiva della preparazione globale dell’atleta, un elemento che interagisce con la preparazione tecnica, tattica e fisica e che, insieme, costituisce l’allenamento.
Partendo dalla considerazione che il rendimento sportivo è multifattoriale, determinato da fattori controllabili (aspetti tecnici, tattici, atletici e psicologici) e da fattori incontrollabili (direttore di gara e gli avversari), il lavoro di preparazione psicologica consiste nel formare l’atleta a ottimizzare il rendimento rispetto a ciò che può, in larga misura, dipendere dalla sua prestazione e insegnarli a fronteggiare i fattori esterni sui quali non è possibile esercitare un controllo diretto.
la metodologia di allenamento
L’allenamento delle abilità psicologiche è, infatti, un sistema di allenamento specifico e, come ogni programma di allenamento, presenta una metodologia con obiettivi che deve essere integrata all’interno della programmazione e che permette di individuare i contenuti, i tempi e le modalità di intervento necessarie allo sviluppo dei fattori cognitivi ed emotivi.
La metodologia di allenamento delle abilità psicologiche è quindi organizzata da:
- Selezione delle abilità psicologiche: individuare COSA sia necessario allenare per migliorare il rendimento degli atleti.
- Creazione di esercitazioni d’allenamento: individuare COME allenare, in campo e nello spogliatoio, le abilità mentali per ottimizzare il rendimento del giocatore.
- Pianificazione: individuare QUANDO sia preferibile intervenire, durante la stagione, per ottimizzare i carichi dell’allenamento mentale.
In conclusione
Staff tecnico e giocatori creano, quindi, un sistema di apprendimento nel quale l’allenatore gestisce le attività della seduta, si adatta alle risposte dei giocatori e organizza il lavoro proponendo esercitazioni con vincoli che stimolino il giocatore a risolvere la complessità del gioco.
La sfida attuale della psicologia sportiva consiste nel ragionare in una prospettiva sistemica sulla complessità della relazione giocatore-ambiente-richieste del compito, per poter costruire strumenti d’intervento utili all’allenamento e alla competizione.
Bibliografia
Conde-González, J. (2011). La interacción de la carga de trabajo física y mental en la percepción de la fatiga física durante y después de un ejercicio físico hasta el agotamiento [tesis doctoral]. Granada: Universidad de Granada.
Marcora, S. M., Staiano, W., Merlini, M. (2015). A randomized controlled trial of Brain Endurance Training (BET) to reduce fatigue during exercise. Medicine and Science in Sports and Exercise, 45(5S).
Meeusen, R., Van Cutsem, J., Roelands, B. (2020). Endurance exercise-induced and mental fatigue and the brain. Experimental Physiology, 3189, 1–5.
Menozzi, A. (2025). Neuroscienze in campo: dal cervello dell’atleta adolescente al modello di allenamento. Amazon Publishing
Van Cutsem, J., Marcora, S. (2021). The effects of mental fatigue on sport performance. In Englert, C. &Taylor, I. (Eds.), Motivation and self-regulation in sport and exercise. UK: Routledge.
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