ALLENARE CARICO COGNITIVO

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Cognitive Load Scale

allena carico cognitivo

In uno sport come il calcio, lo sforzo cognitivo, quando mal gestito dai calciatori o quando la loro richiesta è molto elevata, aumenta l’ingresso in uno stato di affaticamento mentale, che incide direttamente e in modo decisivo sulla velocità e sull’efficaci del processo decisionale, generando un calo della prestazione in campo (Cardoso, García-Calvo, Patrick, Afonso e Teoldo, 2021).

Infatti, gran parte della “velocità di gioco” è legata alla “velocità cognitiva”: giocare a calcio non significa correre sempre, ma sapere perché, come e quando correre.

Pertanto, prendere decisioni rapide e efficaci è un fattore determinante nel calcio moderno, dove i giocatori devono sapere come gestire gli spazi di gioco di fronte alle difficoltà imposte dagli avversari: condizionando lo spazio, i giocatori condizionano anche il tempo di esecuzione (Menozzi, 2025).

Il calcio è pieno di esempi di giocatori che, sotto pressione, commettono errori tecnici che normalmente non commetterebbero in situazioni di bassa pressione.
Pertanto, imparare a gestire lo spazio di gioco è fondamentale per il processo decisionale e lo sviluppo di giocatori creativi ed intelligenti: essere veloci cognitivamente implica avere capacità percettivo-cognitive meglio sviluppate (Teoldo, Cardoso e Machado, 2023).
Cardoso, García-Calvo, Patrick, Afonso, e Teoldo (2021) hanno cercato di dimostrare le associazioni tra tempo di risposta nel processo decisionale e capacità di gestire lo sforzo cognitivo.

In base ai risultati ottenuti è possibile osservare che i giocatori che prendono decisioni più rapide presentano uno sforzo cognitivo leggermente maggiore nella fase di ricerca delle informazioni.
Successivamente, durante l’elaborazione delle informazioni, lo sforzo cognitivo dei giocatori che prendono decisioni più rapide è significativamente inferiore.

Di conseguenza, i giocatori più abili dal punto di vista tattico e cognitivo sono in grado di gestire meglio il proprio sforzo cognitivo quando prendono decisioni e mostrano capacità di elaborazione delle informazioni migliori e più rapide.
Secondo gli autori, un cervello meglio allenato è più efficiente e preparato a risolvere situazioni più complesse con un basso costo cognitivo.
Inoltre, questo fattore ottimizza la formazione e lo sviluppo dei calciatori più intelligenti e creativi per il gioco.

carico cognitivo

Livello 1-Carico minimo:

l’esercitazione è valutata come semplice e prevedibile.
I giocatori operano con regole semplici e con una necessità minima di adattamento.
Il carico percettivo è basso, le decisioni sono immediate e il tempo e lo spazio sono generosi.

Livello 2-Carico basso:

le esercitazioni includono regole di base o segnali aggiuntivi che richiedono attenzione selettiva (ad esempio, reagire a un colore chiamato o ad uno stimolo visivo). I vincoli di tempo sono larghi, con interferenze o distrazioni limitate.

Livello 3-Carico moderato:

l’esercitazione prevede più elementi o modifiche dinamiche delle regole. I giocatori devono monitorare i ruoli, aggiornare le informazioni spaziali e adattarsi ai vincoli di squadra.
La flessibilità cognitiva e la memoria di lavoro sono moderatamente messe alla prova.

Livello 4-Carico alto:

le esercitazioni prevedono compiti complessi con vincoli basati sulla sequenza o inibizione di risposte.
I giocatori devono gestire la memoria, eseguire azioni sotto pressione e rispondere a situazioni con regole limitanti.

Livello 5- Carico estremo:

le esercitazioni hanno obiettivi simultanei e richieste imprevedibili. I giocatori seguono dinamiche parallele, spostano l’attenzione su più fonti e si adattano continuamente le azioni. Le richieste di memoria di lavoro, controllo dell’attenzione e coordinazione sotto pressione sono elevate.

Bibliografia

Cardoso, F., García-Calvo, T., Patrick, T., Afonso, J., e Teoldo, I. (2021). How Does Cognitive Effort Influence the Tactical Behavior of Soccer Players? Perceptual and Motor Skills, 128(2), 851-864.
Menozzi, A. (2025). Neuroscienze in campo: dal cervello dell’atleta adolescente al modello di allenamento. Amazon Publishing.
Pedrosa, R., Tavares, R. (2025). Training spatial intelligence in football through the cognitive load scale. Frontiers Sport Activity Living 7:1628561.
Teoldo, I., Cardoso, F., Machado, G (2023). Caderno Metodológico para a Formação de Jogadores Mais Inteligentes e Criativos para o Jogo: Case UFV Soccer Academy. Brasile: Editora Appris.

Abilità psicologiche

Ingredienti neurocognitivi

Decisione ed emozione

Metodo di allenamento

atleta e capacità di apprendimento, psicologia sportiva, psicologia dello sport
ottimizzare le prestazioni dell'atleta
controllo emotivo, psicologia sportiva

Vantaggi

Come ti  aiutiamo?

allenamento
Modello di intervento

Il migliore allenamento è quello che riesce a riprodurre fedelmente una situazione nella quale il giocatore riesce a ottimizzare certi meccanismi, da lui accettati e riconosciuti importanti per aiutarlo a risolvere quella situazione proposta

L’allenamento delle abilità psicologiche è fortemente associato al concetto di specificità e alla trasferibilità allenamento-competizione.

Quindi, nei contenuti quotidiani di allenamento, se vogliamo aumentare il grado d’efficacia nella competizione, dovremo inserire proposte rivolte a fortificare i meccanismi psicologici.

preparazione psicologica

Uno degli aspetti centrali della formazione dell’atleta è, indubbiamente, la preparazione psicologica, che per Martens (1991) è un allenamento delle abilità psicologiche con l’obiettivo di aiutare l’atleta a migliorare le sue capacità di rendimento, utilizzabili e generalizzabili nella vita quotidiana.

La preparazione psicologica, quindi, può essere definita come un processo di potenziamento delle abilità psicologiche del giocatore necessarie alla prestazione, ma orientato anche allo sviluppo delle risorse personali e diviene quindi parte costitutiva della preparazione globale dell’atleta, un elemento che interagisce con la preparazione tecnica, tattica e fisica e che, insieme, costituisce l’allenamento.

Partendo dalla considerazione che il rendimento sportivo è multifattoriale, determinato da fattori controllabili (aspetti tecnici, tattici, atletici e psicologici) e da fattori incontrollabili (direttore di gara e gli avversari), il lavoro di preparazione psicologica consiste nel formare l’atleta a ottimizzare il rendimento rispetto a ciò che può, in larga misura, dipendere dalla sua prestazione e insegnarli a fronteggiare i fattori esterni sui quali non è possibile esercitare un controllo diretto.

la metodologia di allenamento

L’allenamento delle abilità psicologiche è, infatti, un sistema di allenamento specifico e, come ogni programma di allenamento, presenta una metodologia con obiettivi che deve essere integrata all’interno della programmazione e che permette di individuare i contenuti, i tempi e le modalità di intervento necessarie allo sviluppo dei fattori cognitivi ed emotivi.

La metodologia di allenamento delle abilità psicologiche è quindi organizzata da:

  • Selezione delle abilità psicologiche: individuare COSA sia necessario allenare per migliorare il rendimento degli atleti.
  • Creazione di esercitazioni d’allenamento: individuare COME allenare, in campo e nello spogliatoio, le abilità mentali per ottimizzare il rendimento del giocatore.
  • Pianificazione: individuare QUANDO sia preferibile intervenire, durante la stagione, per ottimizzare i carichi dell’allenamento mentale.
In conclusione

Staff tecnico e giocatori creano, quindi, un sistema di apprendimento nel quale l’allenatore gestisce le attività della seduta, si adatta alle risposte dei giocatori e organizza il lavoro proponendo esercitazioni con vincoli che stimolino il giocatore a risolvere la complessità del gioco.

La sfida attuale della psicologia sportiva consiste nel ragionare in una prospettiva sistemica sulla complessità della relazione giocatore-ambiente-richieste del compito, per poter costruire strumenti d’intervento utili all’allenamento e alla competizione.

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Via Boiardi 2/1 Reggio Emilia

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Andrea Menozzi

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