Neuroscienze in Campo

3 Dic, 25Mental Training, Mental Training Manager

dal cervello dell’atleta adolescente
al modello di allenamento

Ci alleniamo come giochiamo

Ciò significa che tutti gli aspetti delle esercitazioni dell’allenamento devono essere collegati al modo in cui si gioca, ma è più facile a dirsi che a farsi.

Il protagonista di questo percorso è l’atleta adolescente. Il grande problema è che molti allenatori non conoscono l’adolescenza, una fase della vita caratterizzata dalla crescita di opportunità, capacità, aspirazioni, energia e creatività, ma anche da una notevole vulnerabilità. Durante l’adolescenza, la mente cambia il modo in cui i ragazzi ragionano, pensano, prendono decisioni e si relazionano con gli altri.

neuroscienze in campo, il libro
La filosofia di lavoro presentata si basa sulla considerazione che gli atleti adolescenti sono soggetti attivi, in costante e reciproca interazione con il contesto, e lo sviluppo è considerato come una modificazione del modo in cui percepiscono e affrontano le sfide sportive.

Il modello di allenamento, quindi, è strutturato sul vero protagonista dello sport, ovvero l’atleta adolescente, allo scopo di potenziare le abilità necessarie ad affrontare le richieste prestative e orientato allo sviluppo delle risorse personali.

Il calcio è uno sport che richiede una complessa integrazione di abilità fisiche, tecniche, tattiche e psicologiche, e l’applicazione dei principi neuroscientifici permette di ottimizzare queste competenze attraverso lo sviluppo di allenamenti specifici che potenziano le capacità cognitive, emotive e motorie degli atleti.
Inoltre, comprendere i meccanismi cerebrali legati all’apprendimento e all’adattamento facilita l’implementazione di strategie efficaci per migliorare le prestazioni.

Tutta l’attività mentale è associata a uno schema unico di connessioni neurali e attiva aree specifiche del cervello, ma le evidenze scientifiche ci stanno portando a superare la fissa identificazione di specifiche strutture con specifiche funzioni, ponendoci di fronte ad un cervello ampiamente interconnesso (Bueno i Torrens, 2019).

Il cervello è un sistema che integra importanti interconnessioni senza le quali il sistema stesso non può essere compreso nel suo insieme, e la globalità della partecipazione del cervello diventa singolarmente esplicita nel contesto della pratica motoria.

Questo cammino tortuoso può essere riassunto in quattro punti essenziali, che cercheranno di essere trattati nello specifico in questo libro.
-Le neuroscienze forniscono una mappa d’azione delle diverse aree del cervello coinvolte in ciascun processo percettivo e motorio e delle connessioni che si stabiliscono tra di esse.

Per questa ragione, è importante conoscere come funziona il cervello e quale correlazione stabilisce la sua funzionalità con le aree psicologiche.

-Le neuroscienze forniscono strumenti preziosi per comprendere i processi di apprendimento che avvengono nell’ambito della pratica motoria; ci aiutano inoltre a capire quale impatto hanno sull’apprendimento la motivazione, il clima socio-affettivo in cui si svolge l’attività e la predisposizione emotiva. Questo approccio apre percorsi per comprendere le relazioni tra il cervello e i processi decisionali legati alla pratica delle attività fisiche (Ruiz Omeñaca, 2021).
Per questa ragione, è importante conoscere come modulare le strutture cerebrali attraverso la creazione di modelli didattici coerenti per favorire i processi di apprendimento.

-Le neuroscienze devono aiutare gli staff tecnici a creare contesti di allenamento capaci di incentivare vincoli cognitivi ed emotivi basati sulle reali situazioni che gli atleti affronteranno in gara.

Per questa ragione, è essenziale allenare il cervello durante la seduta di allenamento, per creare reti neurali più forti ed efficienti, e, quindi, giocatori che siano mentalmente più veloci, psicologicamente in grado di adattarsi al contesto che cambia costantemente e con una maggiore capacità di risolvere i problemi.

-Le neuroscienze contribuiscono a formare un atleta riflessivo, autonomo, capace di comprendere il gioco e di prendere decisioni.

Per questa ragione, l’obiettivo delle sedute di allenamento è quello di formare atleti competenti nella loro pratica, che si divertano durante le esercitazioni, che conoscano lo sport e siano entusiasti mentre lo praticano.

Bibliografia

Bueno i Torrens, D. (2019). Neurociencia para educadores. Barcelona: Editorial Octaedro.

Ruiz Omeñaca, J.V. (2021). Renovar la educación física desde la neurociencia. Madrid: Editorial CSS.

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